Cinque regole per l’eco-escursionismo montano

› Scritto da Andrea Molinari

Ogni persona conosce le regole basilari del rispetto verso l’ambiente, come non gettare la spazzatura al bordo della strada. Eppure, l’ambiente può essere inquinato e minacciato anche da azioni e comportamenti a cui normalmente non si presta troppa attenzione. Soprattutto in montagna, ma anche in altri luoghi non antropizzati, è necessario applicare la massima attenzione a ogni cosa che si fa – o non si fa.

Il silenzio – In natura, e specialmente nelle zone boschive, accanto alla ben visibile flora è presente anche una grande quantità di fauna che, risulta all’attenzione umana poco visibile. Parlare ad alta voce, urlare per chiamare un membro della comitiva rimasto indietro, cantare, ascoltare la musica ad alto volume non solo rovin al’esperienza a eventuali altri turisti, ma allontana e disturba fortemente la vita animale. Il rumore forte può costituire anche un pericolo immediato: in zone più aperte e rocciose, l’equilibrio dei massi è molto precario, e può essere distrutto da un improvviso rumore. Inoltre, quant’è triste entrare in un bosco e sentirsi più in solitudine che in città, quando, al prezzo del silenzio, si potrebbero avvistare piccoli “Bambi”?

I segni – Sulle mura di Pompei, le scritte che gli abitanti della città hanno lasciato sulle sue mura sono testimonianze importanti della società di quel periodo. Tuttavia, le mura di Pompei sono in piedi da centinaia di anni, e, soprattutto, sono già opera degli esseri umani. Allora perché deturpare un albero o un masso, in mezzo a un bosco o in mezzo a un colle, con la propria firma, anche recando danni alla pianta stessa?

Le piante Gli alberi, con le loro radici, svolgono un importante ruolo nel rallentamento o addirittura nell’evitare la caduta di frane e smottamenti, e con i loro fusti che si diramano in tutte le direzioni possono, se presenti in grandi quantità, rallentare le valanghe di piccole dimensioni o addirittura impedirne la nascita. I cespugli sono spesso la base dell’alimentazione di molti animali, mentre i fiori aiutano le api a sopravvivere. Se non si conosce precisamente quale pianta si ha davanti, è sempre meglio evitare di coglierla. Sì, potrebbe essere un semplice fiore del trifoglio, dal tipico gusto zuccherino, ma potrebbe anche trattarsi di un fiore raro come la stella alpina: per chi non conosce, la prudenza non è mai troppa.

Gli animali – Anche se duole dirlo, sono spesso i bambini ad avere tendenze violente verso gli animali. In montagna capita di trovare piccoli acquitrini permanenti, insenature in laghi e torrenti, o pozzanghere dovute alla pioggia, nei quali sono presenti animali dal corpo piccolo e affusolato: i girini. E questi girini sono molto fragili, necessitano di tranquillità. Toglierli dal loro habitat naturale equivale quasi senza ombra di dubbio a ucciderli. Sarà la forestale a intervenire in caso di eccessiva proliferazione della specie o di minaccia di estinzione: meglio non cercare di trasportare questi animaletti da una pozzanghera a un lago, solo perché nella pozzanghera rischiano di essere calpestati. Piccola digressione “fuori tema”: è necessario parlare anche di meduse, le quali, nonostante si trovino in un ambiente totalmente diverso da quello montano, subiscono un trattamento a tratti anche più crudele. Uccidere le meduse magari lasciandole seccare al sole o, peggio, insabbiandole, non solo è una crudeltà insensata (basta, infatti, evitare di fare il bagno o, al limite, utilizzare le creme apposite), ma è addirittura un reato.

I rifiuti – Sfortunatamente, ancora non fa parte del buon senso raccogliere i propri rifiuti anziché lasciarli in natura. Non c’è bisogno, però, di ribadire il danno ambientale che i rifiuti umani arrecano all’ambiente. A volte capita di pensare che alcuni rifiuti siano compatibili con la natura, quando così non è: ad esempio, i fazzoletti di carta o la carta da cucina non si biodegradano così in fretta come si può pensare. Senza parlare, poi, di oggetti appuntiti, come cocci di vetro, lamiere e addirittura ami da pesca lasciati nel sottobosco o sui bordi dei torrenti, che, essendo poco visibili, possono ferire tanto gli animali quanto gli esseri umani. Per chi ha a cuore l’ambiente può risultare utile portarsi appresso un sacchetto in cui raccogliere la spazzatura (rara, per fortuna) che altre persone hanno abbandonato.

È diritto di ognuno poter godere di un ambiente montano sicuro e pulito, ma ognuno ha il dovere di impegnarsi al meglio per preservarlo. Anche se le montagne possono sembrare un luogo più ostile e inaccessibile rispetto ad altri, non significa che le sue singole componenti vive siano resistenti e ben difese. Cogliere un fiore per noi è un gesto da niente, mentre per quel fiore comporta l’inesorabile morte. Eppure bastano davvero pochissimi accorgimenti!

LEGGI ANCHE:

Cos’è il turismo lento? Intervista a Paolo Piacentini di Federtrek