“Abbiamo perso le emozioni dell’ultimo anno”. Pensieri di una maturanda ai tempi del Covid-19

› Scritto da Rachele Attanasio

L’esame di maturità, il primo vero ostacolo che ogni ragazzo deve affrontare nella sua vita, è il punto d’arrivo di un lungo percorso. Dal primo giorno di scuola superiore pensi già all’arrivo, lo vedi lontano ma sai che c’è. Manca ormai poco all’esame e io, da maturanda, ho realizzato che tutte le idee e i propositi che avevo per l’ultimo anno sono andati in fumo.

Il Covid-19 ci ha portato via tante cose, tra cui anche la magia di vivere l’ultimo anno di scuola superiore, perché sì, è vero che in questo periodo si è parlato tanto dell’esame (se si potesse fare, come andasse fatto, se fosse giusto o no farlo in presenza), ma credo che alla fine a noi maturandi del 2020 rimarrà solo l’amaro in bocca di tutte quelle cose che non abbiamo potuto fare e che non potranno essere recuperate.

Abbiamo vissuto l’ultimo giorno di scuola della nostra vita senza neanche rendercene conto, per l’ultima volta siamo passati per quei corridoi che per cinque anni sono stati la nostra casa, siamo stati seduti in quella classe con i nostri compagni con cui abbiamo gioito, pianto e litigato.                    

Tutte le emozioni del quinto anno le abbiamo perse, siamo stati sul divano in pigiama ai “100 giorni” invece di poter festeggiare con i nostri amici, la settimana del tanto atteso viaggio dell’ultimo anno l’abbiamo passata a guardare una serie tv da soli nella nostra camera.

Quanti di noi vorrebbero essere a scuola in questo momento. Anche assonnati, stanchi e a lamentarci, ma circondati di persone che ci capiscono, a ridere insieme delle assurdità dei professori e a programmare le sessioni intensive di studio in gruppo che finiscono sempre in una risata. Sinceramente, avrei preferito vivere questi mesi lì, aspettando con agonia l’ultimo giorno di scuola, l’ultima campanella, salutando quella che è stata la mia famiglia per cinque anni, sorridendo tra le lacrime.

Avrei voluto provare l’ansia di stare davanti a scuola la mattina dello scritto e correre per scegliere il banco su cui affrontare la prima prova.

Sosterremo un esame soli, senza amici intorno che ti confortano nel momento di panico, ci diranno “ok signorina l’esame è terminato, può andare” ma noi non potremo festeggiare con nessuno, se non con noi stessi. 

Nessuno potrà mai ridarci tutto quello che ci siamo persi e che ci perderemo,questa è una triste consapevolezza che si è fatta strada dentro di noi in questi mesi, e se già è difficile pensare come sarà prendere il diploma, ci risulta ancora più difficile pensare al futuro, al famoso “dopo”.

Saremo sicuramente in grado di affrontare qualunque cosa ci sia dopo il traguardo e spero che ricorderemo questi momenti con il sorriso, magari pensando a quella volta che un nostro compagno si è presentato all’interrogazione in pigiama mentre faceva colazione. Pensandoci bene, alla fine, passeremo alla storia per quello che stiamo affrontando.

LEGGI ANCHE:

Didattica a distanza: l’istruzione ai tempi del COVID-19