Italia, Unione Europea e sostenibilità: le politiche green del presente e del futuro

› Scritto da Riccardo Testa

L’8 ottobre si è tenuta in videoconferenza la cerimonia di chiusura del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato annualmente dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Il Portavoce dell’Alleanza ed ex ministro del Lavoro e delle politiche sociali durante il governo Letta, Enrico Giovannini, è intervenuto presentando il Rapporto ASviS 2020, “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Dopo aver delineato l’andamento dell’economia italiana e le sue variazioni durante la quarantena da Covid-19, Giovannini ha speso delle importanti parole in favore di una riforma costituzionale: inserire nella Legge fondamentale dello Stato il perseguimento di un modello economico che tenda versa lo sviluppo sostenibile.

La situazione a livello istituzionale sembra prossima a un cambiamento. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente alla cerimonia, ha deciso di accogliere finalmente l’iniziativa: “Abbiamo intrapreso iniziative significative, come la trasformazione del CIPE in CIPESS, ovvero Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile, e intendiamo promuoverne altre, come l’inserimento in Costituzione, e lo proporremo, del riferimento esplicito allo sviluppo sostenibile, oltre che rafforzare quello della tutela ambientale, della preservazione, della biodiversità”.

Già in precedenza il Primo ministro si è attivato in favore di una società più sostenibile dando vita a varie iniziative come l’istituzione della cabina di regia “Benessere Italia”, organo di supporto tecnico-scientifico al presidente del Consiglio nell’ambito delle politiche del benessere e della valutazione della qualità di vita. Questo organo si occupa anche di promuovere e sostenere le iniziative del Governo italiano che favoriscono il rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile, fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il Premier non ha mancato di ricordare che l’Italia si è sempre mossa nell’implementazione di politiche green e sostenibili. La volontà dimostrata nel voltare pagina da un punto di vista economico, sociale e culturale è condivisa fortemente dall’intera Unione Europea, ma le radici di questo pensiero sono relativamente recenti. L’ultima dimostrazione in ordine cronologico appartiene alla costituzione del fondo comune “Next Generation EU”. Il piano elaborato dagli Stati Membri per la ripresa economica post Covid-19 dedica ampio spazio alle politiche green e conferma quanto previsto già dallo “European Green Deal” presentato lo scorso gennaio dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Il Green Deal è stato definito dalla presidente stessa “la risposta dell’Unione Europea ai problemi legati al clima e all’ambiente, che rappresentano il compito che definisce la nostra generazione” e ha come obiettivo primario quello di rendere l’Europa un continente a impatto climatico zero entro il 2050. Questo progetto ambizioso viene presentato come una strategia complessa composta da azioni riguardanti l’economia comunitaria in generale. Mille miliardi di euro sono stati destinati al finanziamento del progetto. Parte di questi sono stati destinati al cosiddetto “Just Transition Mechanism” (JTM), strumento di innovazione delle politiche a lungo termine senza precedenti. Si evince come la transizione energetica “giusta” verso una società maggiormente sostenibile passi attraverso il grande supporto fornito dall’UE, in grado di ispirare la nascita di un meccanismo sociale virtuoso di cui il Presidente Conte si sta facendo baluardo.

La strategia verde delineata passa dall’approvazione di un quadro normativo di riferimento che dia la possibilità a soggetti privati e pubblici di investire in sostenibilità, dunque «garantire una transizione economica, giusta, nonché socialmente equilibrata ed equa».

Sempre nell’ambito del JTM la Commissione Europea garantisce la transizione mettendo a disposizione la propria assistenza tecnica tramite la Just Transition Platform, la quale serve a mettere in contatto tutti gli stakeholders del settore. Di conseguenza, il JTM si propone come una soluzione estremamente innovativa e concreta che avrà un impatto non solo economico, ma anche sociale.

Questo aspetto dimostra grande consapevolezza delle proprie risorse e mezzi da parte dell’Unione nella lotta contro i cambiamenti climatici in atto. L’obiettivo comunitario ultimo è quello di creare un sentimento europeo condiviso, così da ridurre l’impatto negativo delle emissioni nocive sull’ambiente di tutti i Paesi UE. 

I dati presentati dal Fondo Monetario Internazionale alla fine della quarantena dimostrano conseguenze estremamente negative per l’economia di diversi Paesi. È prevista una recessione peggiore di quella del 2009. Nello specifico, le economie più sviluppate soffriranno tassi di crescita diminuiti in percentuale tra il 7% e il 10% per Italia, Francia, Germania e UK.

Osservando queste cifre la Commissione Europea ha previsto un incremento di 260 miliardi di euro per supportare maggiormente il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati per il 2030. I fondi verranno stanziati in settori fondamentali per la ripresa come digitale, energetico e agricolo.

La ripresa però passa anche dall’adozione di nuovi modelli economici, come raccontato da Enrico Giovannini all’inizio della conferenza ASviS. È proprio in questo senso che il Green Deal europeo si inserisce come un’opportunità unica nel contesto post Covid-19. Tutto questo è dimostrato dallo sviluppo positivo del modello dell’economia circolare negli ultimi 5 anni. Proponendo l’implementazione dello “European Green Deal Investment Plan” la nuova Commissione guidata dalla von der Leyen si inserisce in questo quadro ponendo la creazione di nuovi posti di lavoro come base da cui partire per fondare l’Unione Europea del futuro sulla sostenibilità. L’economia circolare avrà necessariamente un ruolo di primo piano nell’Europa di domani, che punta verso un nuovo modello di crescita per la propria società.

Nonostante la risposta al Green Deal dei movimenti ambientalisti a gennaio non sia stata estremamente positiva, l’augurio generale delle nuove generazioni, che si riuniscono nelle piazze per manifestare in favore di un futuro più verde e rispettoso, rispecchia quanto scritto dalla Commissione Europea sul proprio sito internet: “Il Green Deal europeo è la nostra tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE. Realizzeremo questo obiettivo trasformando le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici e rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti”.

A oggi l’Italia sembra essere in grado di fare un grande passo in avanti per la propria economia, società e cultura continuando a percorrere la strada dello sviluppo sostenibile in prima linea.