Ricordando Bretton Woods: la strada per la pace passa per l’economia

› Scritto da Valentina Benelli

Gli anni ’40 del secolo scorso hanno lasciato una ferita indelebile nel vissuto del pianeta intero, con la Seconda Guerra mondiale. Moltissimi, tra statisti, soldati e cittadini, mentre l’orrore si acuiva, hanno provato l’istinto tipicamente umano ad avvicinarsi, a lasciare alle spalle il conflitto e a collaborare.

Spinti proprio da questo istinto, il 1° luglio 1944, 730 delegati provenienti da 44 Stati si sono riuniti nel New Hampshire, negli Stati Uniti. Nel concreto l’obiettivo era definire le nuove relazioni commerciali e finanziarie internazionali, in vista della fine della Seconda Guerra Mondiale. Iniziava così la Conferenza di Bretton Woods, sotto la guida di Harry Dexter White e John Maynard Keynes.

In questo contesto nacque il Fondo Monetario Internazionale con l’obiettivo di regolare i pagamenti internazionali e a stabilizzare i tassi di cambio. Altro risultato importante della conferenza, che si potrarrà fino al 22 luglio, fu l’istituzione della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, anche chiamata Banca Mondiale.

Con gli accordi di Bretton Woods, per la prima volta nella storia, è stato concordato un ordine monetario tra Stati nazionali indipendenti a livello globale. La memoria del disastro economico del Primo Dopoguerra era ancora nitida nella mente di statisti ed economisti. Ciò ha fortemente influenzato gli accordi del ‘44, i quali fissavano infatti limitazioni sulla mobilità dei capitali.

Dopo gli anni ’30 era ormai chiara a tutti la necessità di una cooperazione internazionale, mentre le barriere commerciali e la svalutazione competitiva a opera dei singoli Stati risultavano deleteri.

Per esempio, il presidente Roosevelt e il segretario di Stato Cordell Hull supportavano la dottrina wilsoniana secondo la quale il libero mercato è garante non solo di prosperità ma anche di pace globale.

Riunendosi a Bretton Woods, per la prima volta il mondo intero ha ammesso, dopo due conflitti mondiali, che senza collaborare non si sopravvive. Questa è una delle lezioni più importanti, e attuali, di cui la società occidentale moderna dovrebbe fare tesoro. Per questo è importante ricordare Bretton Woods: 76 anni fa abbiamo capito che l’economia statale deve viaggiare su un binario unitario, pena il collasso del sistema intero. Se la Storia potesse rivolgere un solo monito all’economia globale di oggi, probabilmente sarebbe: “Ricordate Bretton Woods”.

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