Il mondo dell’educazione scrive al premier Conte

› Scritto da Ygnazia Cigna

Gli Stati generali sono stati un momento di incontro tra rappresentanti del governo, delle parti sociali e alcuni intellettuali con l’obiettivo di stilare le linee di intervento economico per il rilancio del paese dopo la crisi della pandemia da Coronavirus. Le voci sono state tante ed è fondamentale che vengano tutte considerate e ascoltate in modo tale da ripartire con un progetto complesso, saldo ed efficace per il paese.

Tra le tante voci si è fatta sentire quella del mondo dell’educazione. Diverse organizzazioni hanno infatti fatto rete decidendo di scrivere e pubblicare una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per porre l’attenzione sui diritti delle bambine, dei bambini e degli/delle adolescenti, affiancata da un documento con 5 passi (Scarica il documento EducAzioni) per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“Durante il lockdown i bambini sono stati i più ignorati. È stato, oltre che una mancanza di rispetto che non potevamo permetterci, un errore di investimento”, afferma la sociologa Chiara Saraceno nella diretta Facebook in cui venivano presentate le istanze dei firmatari della lettera.

“Occorre investire nell’offerta educativa della prima infanzia tramite un’attuazione del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65 nel quale si parlò la prima volta di servizi educativi come diritti dei bambini e delle bambine, una varietà di servizi che offrano risorse a ciascun bambino – continua la sociologa – risorse di alta qualità educativa, opera di un’alta qualificazione professionale”.

Il primo dei cinque passi proposti è “Partire dai primi mille giorni”. Si tratta di investire nell’educazione precoce poiché è di primaria importanza nella prevenzione delle disuguaglianze future. L’investimento in Italia sulla fascia d’eta 0-6 anni è molto basso e in alcune regioni del Sud quasi inesistente.

Il neurologo Giorgio Tamburini afferma che “nei primi mille giorni si pongono le basi neurobiologiche che sostengono le competenze cognitive e socio-razionali che condizionano gli itinerari di vita. in questo processo agiscono due fattori: il patrimonio ereditato e l’ambiente in cui si cresce. Sul secondo si può agire attivamente tramite i servizi educativi circostanti al bambino”.

Chiedono dunque che l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia diventi un diritto per tutti attraverso l’attivazione dei poli educativi 0-6 (dlgs 65/2017).

Il secondo punto è “Aprire le scuole e fare comunità educante”. La didattica a distanza ha colmato solo in parte la chiusura della scuola, ma ha messo in risalto alcune priorità che non possono più passare in secondo piano. Le associazioni chiedono una scuola che esca dallo spazio dell’aula e si trasformi in una comunità di ricerca a favore di un apprendimento diffuso. L’offerta educativa curriculare deve essere integrata a quella extracurricolare in modo tale da attivare la voce dei ragazzi attraverso spazi di cittadinanza.

Il terzo punto è “Nessuno sia lasciato indietro”. Chiedono che l’istruzione sia accessibile a tutti e che le risorse europee destinate all’istruzione per sostenere i contesti più colpiti dall’impoverimento siano rimodulati e incentivati. Attenzione particolare va dedicata anche agli adolescenti, gli invisibili dell’emergenza. Il numero dei NEET, già molto alto prima dell’emergenza, rischia di esplodere.

Da anni SottoSopra – il movimento giovani per Save The Children – si attiva nei territori per promuovere la “voce dei ragazzi” sensibilizzando la comunità su tematiche di cittadinanza attiva. Durante il lockdown hanno aperto una consultazione nazionale mettendosi in ascolto delle difficoltà dei ragazzi della loro età. “Confusione e incertezza sono state le parole chiave”, spiega Giorgia Trotta, studentessa all’ultimo anno del liceo e attivista per SottoSopra.

“Abbiamo ricevuto informazioni poco chiare per gran parte della quarantena, le istituzioni si sono concentrate prettamente sulla maturità e molto poco sulle università o sulle elementari, nonostante la loro l’importanza.”

Date le difficoltà comuni e l’incertezza vissuta da tutti i ragazzi d’Italia SottoSopra si è mosso a livello nazionale e a livello cittadino nelle diverse realtà d’Italia. SottoSopra Venezia ha ideato un video con una serie di consigli per docenti e alunni per una didattica a distanza che sapesse valorizzare il punto di vista degli studenti.

“Facciamo parlare di scuola – continua Giorgia – a persone competenti, ma soprattutto a chi ogni giorno vive la scuola. Il punto di vista dei ragazzi dovrebbe essere più valorizzato”.

Il penultimo passo è “Investire sull’educazione per investire sul futuro”. È innanzitutto necessario un investimento per l’edilizia scolastica sia per la prevenzione ai rischi della pandemia sia per nuovi interventi di riqualificazione edilizia sulla base delle nuove esigenze pedagogiche e didattiche. Ma risulta anche di fondamentale importanza è che la spesa pubblica per l’istruzione cresca. Serve investimento sul capitale umano, sul diritto allo studio e sull’educazione.

L’ultimo passo da compiere è “Un piano strategico nazionale sull’infanzia e l’adolescenza”. La crisi educativa può essere affrontata seriamente solo con un piano strategico nazionale con obiettivi chiari per promuovere il rilancio diffuso delle infrastrutture sociali ed educative.

Investire sull’educazione significa investire realmente sul futuro. È necessario che in questa fase di ripartenza del nostro paese vengano ascoltate le voci di chi ogni giorno vive le contraddizioni del presente, i giovani, e di chi ha le competenze per ideare un piano strategico che sappia contrastare la crisi educativa perché, come ci ricorda il Dottor Giorgio Tamburini, “l’investimento nella prima infanzia e nell’educazione è l’investimento più redditizio che i governi possano fare”.

AGGIORNAMENTO 6 LUGLIO 2020

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, insieme alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, alla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti e al Vice-Ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni, hanno incontrato una delegazione delle nove reti impegnate nel campo dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che il 17 giugno scorso avevano presentato il documento “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”.

Al Capo del Governo e ai Ministri presenti la delegazione ha posto la necessità di definire un piano strategico nazionale sull’infanzia e l’adolescenza, a partire dall’urgenza di considerare i diritti delle bambine e dei bambini, delle e degli adolescenti come condizione necessaria per lo sviluppo per il Paese.

Inoltre è stato chiesto un impegno concreto per l’attuazione di politiche educative per la fascia 0-6 anni, e in particolare quelle per la fascia 0-3, un’azione nazionale di contrasto al fallimento formativo e alla povertà educativa, a partire dal rapporto tra scuola e territorio, e la destinazione del 15% degli investimenti per la ripresa all’educazione con un metodo di spesa attento alle disuguaglianze territoriali e infra-territoriali.

Il Presidente Conte ha espresso sintonia con le riflessioni e le richieste poste dalla delegazione, riconoscendone il valore strategico e concordando sul fatto che investire sulla scuola non rappresenta una spesa ma un investimento necessario per il futuro e il rilancio del paese. Ha pertanto evidenziato una condivisione degli intenti con il documento, e ha invitato le nove reti a collaborare fattivamente sin da subito alla definizione progettuale delle linee programmatiche che l’Italia presenterà all’Unione Europea nell’ambito di Next Generation EU.

Le reti firmatarie del documento educAzioni:
Alleanza per l’Infanzia
Appello della Società Civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori
Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA
Forum Disuguaglianze e Diversità – ForumDD
Forum Education
GiustaItalia Patto per la Ripartenza
Gruppo CRC
Tavolo Saltamuri

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