La strada verso gli “Stati Generazionali”

› Scritto da Ygnazia Cigna

Dopo gli Stati Generali e gli Stati Popolari, ora gli Stati Generazionali: voce ai giovani. Durante il lockdown è nata una mobilitazione giovanile mirata a porre l’attenzione delle istituzioni alle difficoltà dei giovani e alla loro invisibilità dinanzi al mondo della politica. Gli Stati Generazionali nascono per colmare quest’assenza e “costruire ponti” per chi è il presente e rappresenta il domani. Il percorso è agli inizi, ma sta prendendo forma grazie all’adesione di molte organizzazioni giovanili. Quello che sembrava un progetto impensabile, sta invece prendendo forma, struttura e sostanza.

Il 24 aprile noi giovani redattrici e giovani redattori e di Change The Future, redazione online sostenuta da Save the Children, assieme a SottoSopra – Movimento Giovani di Save The Children – abbiamo scritto una lettera rivolta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Dottor Vittorio Colao. Denunciavamo l’assenza di dialogo tra Istituzioni e mondo giovanile nella fase di ripartenza del paese e proponevamo una cabina di regia composta da giovani, uno spazio che ci permettesse di prendere parola e valorizzasse il nostro apporto alla costruzione di una società nuova. Nessuna risposta, ma non ci siamo fermati.

Il 30 giugno su Change The Future esce la proposta di ideare gli Stati Generazionali, ovvero gli Stati Generali dei giovani. “Dateci la possibilità di dimostrare quanto valiamo. Se davvero l’unico modo per cambiare questo Paese è partecipare e proporre, perché non ci coinvolgete lasciandoci lo spazio per farlo? Siamo una generazione che non si arrende, ma siamo stanchi di essere il trofeo della Politica che in passato si è riempita la bocca di noi ma quando ha avuto l’occasione di dimostrare un’apertura, ci ha sempre voltato le spalle. Noi siamo il Presente e il Futuro” scriveva Jacopo Gasparetti, uno dei fondatori di “Siamo Presente”, movimento promotore degli Stati Generazionali che fonda la sua ragion d’essere sulla necessità di dare voce ai giovani.

Qui una svolta: diverse associazioni giovanili hanno deciso di fare rete, di accogliere l’idea degli Stati Generazionali e di mettersi al lavoro insieme.

La settimana dal 13 al 17 giugno il giornale “La Stampa” ha dedicato una rubrica nella sezione lettere per raccontare le priorità degli Stati Generazionali: ogni giorno una tematica specifica affrontata attraverso il dialogo tra il giornalista Nicola Pinna e i fondatori di “Siamo Presente”.

Lunedì 13: Jacopo Gasparetti introduce cosa vogliono essere gli Stati Generazionali e spiega l’esigenza di rompere questo accordo mai siglato che ci vede, in quanto giovani, come non idonei e non all’altezza di essere protagonisti nelle scelte politiche del paese.

Martedì 14: Ygnazia Cigna pone tra le priorità degli Stati Generazionali l’istruzione e gli spazi per i giovani. Nuovi investimenti alla cultura, alla scuola e alla ricerca, nuovi spazi di cittadinanza attiva e basta tagli.

Mercoledì 15: Sofia Torlontano e Federico Brignacca spiegano che il futuro del pianeta passa per la tutela dell’ambiente. Affermano la necessità di un sistema economico che si muova verso una maggiore sostenibilità ambientale. 

Giovedì 16: Soraya Avinotti denuncia le cause dell’emigrazione giovanile, il precariato e i tirocini non pagati affermando la necessità di nuove tutele per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro dopo il proprio percorso di studi.

Venerdì 17: la rubrica si chiude con le parole di diverse reti giovanili che hanno accolto l’appello di “Siamo Presente” ricordando che il 5 giugno anche un altro gruppo di realtà giovanili aveva presentato una lettera aperta al Presidente del Consiglio per chiedere l’inclusione di un contingente di under 35 agli Stati Generali dell’economia. “Ad oggi stiamo portando avanti un processo condiviso con una ventina di realtà giovanili, volto all’adozione di un documento comune e aperto, che si sviluppa sulla base di tre fondamentali macro-temi: sviluppo sostenibile, società inclusiva e cultura dell’innovazione. Puntiamo a incidere sulla legge di Bilancio 2021, ma il nostro obiettivo va oltre il contingente: vogliamo realizzare un effettivo e sistematico processo di coinvolgimento dei giovani che ricorra annualmente in funzione della redazione della Legge di Bilancio”.

Il 4 e il 18 luglio, 17 associazioni giovanili si sono incontrate virtualmente per elaborare una prima proposta di piano d’azione sulla base si tre macro-obiettivi: Sviluppo Sostenibile, Società Inclusiva e Cultura dell’Innovazione. È il momento di coinvolgere più realtà. Il 23 luglio è uscita una lettera aperta rivolta a tutte le realtà giovanili che vogliono unirsi alla costruzione degli Stati Generazionali.

Noi giovani stiamo facendo rete, siamo al lavoro e non ci fermeremo. Questo è l’inizio dei lavori e invitiamo i giovani di tutta Italia a sostenere e a prendere parte a questa rivoluzione in cui i giovani si prendono gli spazi necessari per riuscire ad incidere nel presente, perché il presente siamo noi.

Reti coinvolte negli Stati Generazionali (in aggiornamento, aggiornata al 24 luglio):

Siamo Presente

assembraMenti

Associazione Venti

CSI Centro Studi Internazionali

Europa per l’Italia

Europiamo ETS

Generazione zero

The Gig Generation

Junior Enterprises Italy

Officine Italia

Orizzonti Politici

SecoPOT

Serve the City Roma

Young Pathways