pescatore

EPISODIO I: Vieni che ti faccio vedere casa mia: essere pescatore in mezzo al mare

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“Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.”

-Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare

«Vi porto io a vedere un posto bello davvero» ci dice il pescatore, mentre saliamo le scalinate che uniscono il Porto Vecchio di Lampedusa alla piazzetta principale. 

È vestito dal sapore del mare, due occhi azzurri come il Mediterraneo pulsano nel viso scavato dalle alte maree e dal sole. Brucia nello sguardo tutto il fuoco dell’amore per ciò che è, tutta la passione per il lavoro che fa. 

«Ma mi ci vedi? Che altro potrei fare se non pescare?» ce lo dice sottovoce, come se non ci fosse niente al mondo di più ovvio. Ha iniziato a fare questo mestiere antico a 15 anni. Nato e cresciuto sulle spiagge e con il rumore delle onde ad accompagnare ogni sua esperienza, era ciò che la sua terra poteva offrirgli. Ha lasciato la scuola presto, imbarcandosi il prima possibile, scoprendo in fretta i trucchi e le meraviglie del suo lavoro. «Ho passato molti anni in mezzo al mare. Tornando pochissimo a casa. Svegliandomi con il buio e addormentandomi cullato dal vociare dei gabbiani» ci racconta poi, riempiendo di dettagli grotteschi la sua descrizione. Notti in bianco ad aspettare il branco di pesci giusto, per poi rendersi conto che «non c’era manco un pesce buono». I legami che si creano a stare in barca in mezzo al mare, che poi proseguono sulla terraferma intorno al tavolo del solito squallido bar. E infine, tutto ciò che circonda l’imprevedibilità del tempo: alte maree e vento, che si alternano al sole che genera un caldo che non ti lascia respirare.

A vederlo, mi è apparso un uomo burbero, di poche parole. Ma sedendosi poi di fronte al suo mare, i racconti hanno iniziato a seguire il loro flusso. In alcuni tratti era difficile seguirlo – troppo impegnato nel ricordare – perché si dimenticava di alzare la voce. Oppure appositamente il tono era tenuto basso, per non svelare i suoi segreti a noi, gente della terraferma.

«Ma Lampedusa una volta era diversa» prosegue il pescatore. Lo dice con una malinconia che pervade i suoi occhi: la stessa sensazione che fa tremare il cuore quando attraversi le strade della sua Isola. «Lampedusa una volta era diversa» lo ripete ancora. «Qui il COVID mica l’abbiamo avuto.»

O almeno fino a che non hanno riaperto la rotta aerea e quella via mare. 
Ci lascia con questa frase, senza spiegare troppo, o almeno senza proseguire nel suo flusso di pensieri lasciati al vento. Va via immergendosi nei rovi sulla costa, proseguendo nel suo flusso di pensieri verso casa. “Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.”