#DatiBeneComune arriva in Parlamento

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“I dati rappresentano un patrimonio per la nostra comunità ed è bene tutelare il loro valore”: queste le parole detto, nell’intervento in aula di mercoledì 3 marzo, della senatrice Mantovani (M5S) che ha presentato in Senato le richieste portate avanti dalla campagna #DatiBeneComune.

Per un’informazione corretta: #datibenecomune | Lo speciale di Change the Future

“Bisognerebbe assicurare che tutti i dati riguardanti l’emergenza epidemiologica, per quanto riguarda i casi, le degenze e le vaccinazioni, vengano resi pubblici,” ha continuato la senatrice, “in formato aperto, disaggregati, continuamente aggiornati, ben documentati e machine readable, facilmente accessibili non solo ai soggetti istituzionali, ma anche alle organizzazioni della società civile, ai ricercatori, ai media e ai cittadini, in modo che essi non abbiano dubbi sui metodi di raccolta elaborazione e presentazione dei dati”.

Le proposte si legano alla creazione di una piattaforma informativa nazionale sui vaccini COVID, nata per dare “piena e celere trasparenza di attuazione al piano strategico dei vaccini”.

Un’ottima notizia per le 170 associazioni e i 47.500 cittadini che da novembre a oggi hanno sottoscritto le richieste di #DatiBeneComune sulla necessità di open data sulla pandemia da SARS-COV-2 in Italia. I provvedimenti presentati dal gruppo del M5S in Senato sono stati accolti come impegno dal governo Draghi e dovranno essere poi confermati con un passaggio in Camera.

“Quello arrivato oggi dal Senato è un riconoscimento importante dell’impegno e della mobilitazione di cittadini e realtà della società civile che hanno supportato #datiBeneComune,” commenta Andrea Borruso, presidente di OnData e promotore della campagna, “ma ora c’è da attendere che si concretizzi quanto proposto. Gli open data sono un tema fondamentale per la trasparenza delle istituzioni e partecipazione attiva della società civile alla vita pubblica. Il tema è rimasto per troppo tempo relegato a discorsi tra addetti ai lavori: la pandemia, costringendo i politici a scelte drastiche basate sui dati dei contagi, ha messo di fronte a tutti i cittadini e le cittadine l’importanza dei dati e della loro gestione trasparente”.

La distribuzione di open data sulla pandemia, se ratificata dalla Camera, sarà un’ottima notizia per la trasparenza della Pubblica Amministrazione in Italia: cittadine e cittadini, organizzazioni della società civile, ricercatori e ricercatrici potranno infatti accedere ai dati e utilizzarli nuovamente per le proprie analisi e per tenere monitorato lo svolgimento del piano vaccinale e l’andamento dell’epidemia.

“Il prossimo passo che dovrebbe fare il Governo per venire incontro alle nostre richieste sarebbe quello di presentarci un interlocutore diretto”, continua Borruso, “una richiesta che abbiamo presentato fin da subito. Quella di oggi è una prima risposta al tema che portiamo avanti da novembre, ora ci aspettiamo un’interlocuzione e delle risposte anche agli altri temi sollevati. Siamo pronti anche a risposte negative, ma vogliamo averle. Il silenzio che abbiamo ricevuto fino a ora è stato imbarazzante, perché quella che stiamo vivendo è una fase con un’energia potenziale davvero bella: si parla di transizione ecologica, di transizione digitale anche rispetto ai finanziamenti europei in arrivo. Come abbiamo scritto da subito, la società civile italiana è pronta ad ascoltare, dialogare e proporre. Il governo deve rendersi disponibile: il tema dei dati e delle politiche basate sui dati è stato centrale per la lotta al virus e continuerà ad esserlo nei prossimi anni”.

Dopo i silenzi di Conte sulla faccenda, qualcosa sembra essersi smosso. L’attuale Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi ha mostrato un’apertura verso il tema nel discorso per la fiducia in Camera del 19 febbraio con l’accenno ad alcuni dei temi chiave della campagna. “La dichiarazione d’intenti è stata importante, Draghi ha pronunciato parole forti e promettenti” aggiunge Borruso. “Abbiamo accolto con interesse la dichiarazione e pensiamo che possa essere un grimaldello per intervenire meglio sul tema. Speriamo di trovare anche nel ministro Colau un interlocutore perché il suo ruolo a guida del Ministero per la transizione digitale è quello a cui fare riferimento anche guardando ai fondi europei che arriveranno presto. Molti sono infatti destinati proprio a questo tema.”

“La trasparenza della PA è un presupposto logico” ha detto Draghi, inserendo il tema dell’accesso ai dati in un discorso più ampio sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e la lotta alla corruzione. “I cittadini devono poter fare sentire la propria voce, è la base per la responsabilità. Quindi devono avere accesso alle informazioni, siano essi dati quantitativi o qualitativi. Questo consente di analizzare le attività e i processi decisionali pubblici, il tutto in un virtuoso rapporto di collaborazione tra istituzioni e cittadini che veda rispettato il coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle scelte e che aiuti a consolidare la fiducia nelle istituzioni”.

Gli obiettivi di #DatiBeneComune non si fermano alla liberazione dei dati sui vaccini. Il tema della campagna è più grande “ed è importante che arrivi a tutti che non si tratta solo di una richiesta da fissati e nerd” conclude il presidente di OnData. “Quello dei dati legati alla SARS-COV-2 è un tema chiaro e che tocca ciascuno di noi e ci aiuta a fare a capire l’importanza dell’accesso ai dati alle persone, ma il nostro intervento speriamo possa andare più a fondo. Da casi recenti di cronaca e dalle dichiarazioni di sindaci e amministratori risulta evidente come alle volte il sistema informativo e la macchina amministrativa non si parlino. Le comunicazioni dai nodi periferici (Comuni e Regioni) ai nodi centrali non sembrano funzionare sempre così bene. I dati aperti aiuterebbero a fare chiarezza su problematiche e responsabilità. Continuiamo a insistere perché crediamo che possa essere a vantaggio di tutti l’avere dati aperti su questi temi e che finalmente la diffusione dei dati sia adeguata al sistema normativo ormai maturo che abbiamo sul tema”.

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