Dismorfofobia e social network: come è cambiata la bellezza ai tempi di Instagram

› Scritto da Martina Marchesi

I social network negli ultimi anni hanno completamente stravolto la nostra vita, basti pensare a quante volte condividiamo la routine, esperienze, viaggi, momenti con amici e parenti attraverso post o stories. Molto spesso si pubblica una foto – creando un portfolio di ricordi accessibile a tutti – non per la semplice condivisione, ma per ottenere più like possibili.

La percezione che abbiamo del mondo a seguito dell’avvento di questo fenomeno è completamente cambiata e di conseguenza anche i canoni estetici.

Ogni giorno siamo costantemente invasi sulle nostre schermate home di Instagram da corpi di ragazze e ragazzi senza alcun apparente difetto fisico che in svariati casi si rivelano frutto di ritocchi fotografici. A riguardo la famosa influencer Chessie King ha dichiarato che sul suo profilo mostra – senza necessariamente utilizzare app di fotoritocco – come ottenere quelle pose tanto invidiate. Tutto ciò per dimostrare che non vi è perfezione ma che semplicemente è tutta una questione di posa.  

Nonostante ciò, una buona parte dei ragazzi si lascia condizionare dalle apparenze convincendosi che ciò che vede sia la realtà; questo può portare ad un disturbo chiamato Dismorfofobia.

Ma che cos’è la Dismorfofobia? Definita anche la malattia dell’era dell’apparenza, con il termine derivato dal greco antico dis – morphé, forma distorta e φόβος, phobos = timore)  si intende la fobia che nasce da una visione distorta del proprio aspetto, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine esteriore.

Diversi studi hanno dimostrato che il 2,5 per cento della popolazione mondiale è affetta da questa patologia e soltanto in Italia circa 500 mila italiani, in una fascia di età che si estende dai 12 anni fino addirittura in alcuni casi ai 30 ne soffrono.

È vero che spesso siamo i nostri peggiori giudici, ci “infliggiamo” le pene e i giudizi più pesanti e molto frequentemente senza nemmeno accorgercene, un difetto che agli occhi degli altri può risultare insignificante, ma per noi può essere un macigno molto pesante da sopportare.

Ed è proprio qui che ci rendiamo conto quanto straordinaria possa essere la nostra mente, così come la percezione che abbiamo di noi stessi.

Occorre perciò imparare a controllare la nostra mente, cercando di selezionare pensieri giusti e postivi, soprattutto nei momenti in cui la nostra mente non conferisce una visione chiara della realtà. Accettarsi all’inizio non sarà semplice, ma tentare lo è.

Instagram e la lotta contro la dismorfofobia .

Recentemente molti influencer su Instagram si stanno muovendo per cercare di far capire ai propri followers che ciò che si vede sui social media spesso non corrisponde alla realtà come nel caso di Chessie King ma anche diversi personaggi pubblici italiani stanno cercando di fare lo stesso citando, come per esempio Camihawke che ha dedicato un post riguardante questo tema, dove dice:

Come la nostra mente, o almeno la mia senz’altro, sia quotidiana vittima di quella moderna dismorfofobia per cui a furia di veder foto di corpi perfetti il proprio inizia a farci schifo anche se normalissimo, lo capisco perché guardando questa foto, a primo impatto, al posto di dire “che bella foto”, “che bel posto”, la prima cosa che ho pensato è stata “mamma mia che brutte caviglie che ho” […]”.

Il messaggio che vuole far passare è quello di sforzarci a guardarci senza giudicarci sempre in negativo, smettendola di fare confronti e di cercare di avere una visione normale delle cose.