Il capitale per le imprenditrici c’è, ma è oltre il soffitto di cristallo

› Scritto da Valentina Benelli

Il 24 Maggio 1978 Marilyn Loden coniava il termine “glass ceiling”, soffitto di cristallo. La metafora le venne in mente per caso, durante un incontro della Women’s Exposition di New York dal titolo “Mirror, mirror on the wall”, volto a discutere il gender gap nel mondo del lavoro. Marilyn al tempo lavorava per la New York Telephone Co. e aveva osservato quanto fosse difficile per le donne raggiungere posizioni di potere, e non per via del loro modo di vestire o di comportarsi, ma per via di ostacoli impliciti e radicati nella cultura aziendale moderna. Il termine entrerà nell’uso comune dopo essere apparso in un articolo del Wall Street Journal e definito come “fenomeno invisibile, segreto, non detto, taciuto per mantenere le posizioni di leadership nelle mani dei maschi bianchi”.

Questo “soffitto di cristallo”, artificiale, invisibile eppure così tangibile, esiste ancora e limita l’accesso delle minoranze ai vertici della gerarchia aziendale, spesso relegando loro ai ruoli entry-level. Nel 2019, tra i 500 CEO della lista di Fortune, 33 erano donne: è un record storico, ma non è altro che il 6,6% del totale. Hillary Clinton ha più volte dichiarato di voler distruggere il “più alto e resistente soffitto di cristallo” diventando il primo presidente statunitense donna.

Secondo una ricerca della Columbia University, le donne imprenditrici, negli USA, hanno in mano circa il 40% del business sostenuto dal capitale, per un valore di 1,4 trilioni di dollari. Nonostante tutti gli ostacoli. Nonostante i finanziamenti e la fiducia negati da fin troppi investitori. Investitori che, come scopriamo dall’esperimento di Dana Kanze riportato nella Harvard Business Review, si sentono più o meno in diritto di sindacare sulle scelte di business, addirittura su quelle potenziali in fase di colloquio, in base al genere dell’imprenditore che le fa.

Secondo il report di Morgan Stanley, per l’83% dei venture capitalists investire in società guidate da donne o imprenditori multiculturali potrebbe costituire un vantaggio competitivo. Ma per ora solo 2 su 5 hanno effettivamente intenzione di farlo. Con uno studio, il Boston Consulting Group ci mette di fronte ad una pesante verità: il PIL globale salirebbe di un valore tra il 3% e il 6% se le donne ricevessero più capitale d’investimento per poter fare impresa e se ricevessero un trattamento paritario. Il soffitto di cristallo nel settore venture capital rende inefficiente l’intero sistema economico e ci priva di preziose opportunità per innovare ed evolverci. Per questo è fondamentale che i recruiters siano formati al fine di eliminare i pregiudizi e sfidare lo status quo. Sono passati 42 anni da quando Marilyn Loden ha dato un nome al problema, e il glass ceiling è ancora lì.

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