Change The Future sostiene il cambiamento digitale: è “Fake Free”

› Scritto da Ygnazia Cigna

“Firmare il pledge di Fake Free significa scegliere di stare dalla parte della verità”, afferma Elisa Serafini, presidente del Forum Economia Innovazione. Incubatore di politiche pubbliche, il Forum ha dato vita alla campagna FakeFree per promuovere un’informazione basata sui fatti invitando le community, gli influencer e i professionisti dell’informazione ad aderire.

Fak­e Free è una grande speranza per il mondo della comunicazione: le tante adesioni dimostrano che un’informazione consapevole, autentica e responsabile esiste.

Change The Future aderisce alla campagna e si impegna da sempre a proporre contenuti ad impatto sociale, politico e scientifico verificando sempre le fonti delle proprie informazioni e rendendole disponibili al lettore.

“I giornalisti hanno l’opportunità di diventare il punto di riferimento dell’informazione accurata e corretta – continua Elisa Serafini – anche per le nuove generazioni, che talvolta si affidano a personaggi non competenti su materie complesse. Poco tempo fa un’imprenditrice della moda, molto attiva sui social, ha scritto che è un problema che non abbiamo eletto il Presidente del Consiglio. Ma la nostra Costituzione prevede la nomina da parte del Presidente della Repubblica, è sempre stato così. Ha fatto passare per strana una vicenda del tutto normale e legittima, creando – conclude – un’atmosfera di cospirazione”.

Ecco perché è fondamentale che chi decide di diffondere informazioni firmi il pledge di Fake Free. Dare ai propri lettori questa garanzia e al contempo assumersene la responsabilità è uno strumento sia per chi scrive che per chi legge per fare la differenza.

La lotta alla disinformazione deve partire innanzitutto dal mondo del giornalismo perché – ci ricorda Elisa Serafini – “i giornalisti hanno, tendenzialmente, molta più profondità di analisi degli influencer. Hanno maggiori strumenti, normalmente hanno una formazione professionale o di studi che li induce a guardare i documenti con attenzione. Dobbiamo rimanere su questo livello di profondità e non lasciarci condizionare dalla superficialità ed imprecisione che spesso dilagano su alcuni social media. Una notizia può condizionare enormemente le azioni delle persone, nel bene e nel male”.

Change The Future approfondisce la società nel suo complesso raccontando – attraverso la voce dei giovani – storie che non hanno voce con grande consapevolezza della responsabilità di tale ruolo. Si occupa di diritti, seguendo le linee dell’Agenda 2030, e oltre ad essere un progetto editoriale è una comunità virtuale che sa riconoscere le potenzialità e la ricchezza della rete.

Alcune dinamiche, però, stanno inquinando questa ricchezza: la disinformazione e la misinformazione, soprattutto con le cybercascate che trascinano contenuti di ogni genere all’interno della rete.

Secondo una ricerca condotta nel 2016 e pubblicata sulla rivista scientifica Science Advances, la fascia d’età che condivide maggiormente fake news è quella over 65. La statistica non vuole essere generalizzante, ma è segno che la lotta alla misinformazione e alla disinformazione deve ripartire principalmente dai giovani.

LEGGI ANCHE:

Fake news, la sconfitta degli influencer: «I giovani non si fidano più»

Informazione in tempo di crisi: la prima vittima della guerra è la verità

Defender Europe 2020: chi sono i soldati sbarcati in Europa?