Come proteggere la nostra privacy? Tutto quello che c’è da sapere per utilizzare Internet in modo sicuro

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Privacy e Internet. L’emergenza sanitaria ci ha costretti a modificare le nostre giornate. Dovendo giustamente restare in casa, la nostra camera è diventata un’aula universitaria, il soggiorno la sala meeting e la cucina il set per una cooking class. In casa si cerca di mantenere le attività che prima avvenivano in altri luoghi, e così le riunioni, le lezioni, le visite mediche e altro ancora avvengono davanti allo schermo del nostro pc, tablet o smartphone. Come proteggere la nostra privacy durante una videochiamata o navigando sul web?

E-learning e smart working in sicurezza. Attenzione alle videochiamate.

Ricordiamo di spegnere il microfono quando si è in silenzio, con l’accortezza di accenderlo ogni volta che si prende la parola durante la riunione. Non dimentichiamo poi che la nostra camera, il soggiorno e le altre stanze della casa diventano in quel frangente luoghi di lavoro o di studio professionali e che, quindi, devono essere sgombri da ogni tipo di oggetto non necessario. E ancora, quando durante una videochiamata viene chiesto di condividere lo schermo con gli altri partecipanti, facciamo attenzione alle informazioni che, anche involontariamente, potremmo condividere. Se durante una videochiamata assistiamo a violazioni della privacy o altri episodi spiacevoli, come il recentemente noto “zoomboombing”, ricordiamo di allertare le autorità o fare presente quando accaduto a chi di competenza.z

Pochi giorni fa, Zoom – l’app di videoconferenza più usata e popolare in questi giorni di quarantena – ha mostrato diverse falle nel sistema di sicurezza e protezione dei dati degli utenti.

Con il termine “zoombombing” si intende quel fenomeno per cui alcuni troll si inseriscono in riunioni aperte o non protette condividendo schermate dal contenuto inappropriato, insultando i partecipanti e altro ancora, con lo scopo di disturbare gli utenti e farsi beffe di loro. Un comportamento deplorevole che ha costretto il CEO di Zoom, Eric Yuan, a dare spiegazioni sulla sicurezza dell’app. Ma c’è di più.

L’applicazione è stata infatti accusata di inviare a Facebook dati personali degli utenti senza che questi venissero informati, accusa che vedrà Zoom coinvolto in una causa legale.

Questi e altri problemi sono stati registrati dagli utenti nelle scorse settimane, ma il numero dei problemi riscontrati è così alto sia perché Zoom ha effettivamente dovuto fare i conti con situazioni spiacevoli legate al rispetto della privacy dei suoi clienti, sia perché Zoom è stata l’app più usata in assoluto nelle scorse settimane, e un maggior uso ha messo in luce criticità maggiori rispetto ad applicazioni rivali. 

I problemi di sicurezza che l’applicazione dovrà affrontare nei prossimi giorni rischiano di offuscare le qualità che, al contrario, hanno reso Zoom così popolare tra ragazzi e adulti, e cioè la semplicità e la possibilità di ospitare un numero elevato di utenti contemporaneamente. Come fare, allora, per utilizzare l’applicazione in modo sicuro? Zoom sta già provvedendo, tuttavia l’FBI suggerisce di modificare le impostazioni predefinite sulla privacy per proteggere le riunioni e così evitare che i troll si intromettano nelle videochiamate. 

Evitare il social login 

Altri rischi legati a Facebook e agli altri social network riguardano il social login, ovvero l’accesso su app e siti web eseguito tramite Facebook o altri social, trasferendo le informazioni del nostro profilo per crearne uno analogo sulla piattaforma desiderata. Un’operazione semplice, immediata e comoda, che però nasconde molti rischi. Effettuare l’accesso tramite social login e concedere l’autorizzazione a un sito web o a un’applicazione ad accedere al proprio profilo social, significa anche dare il consenso affinché i propri dati vengano utilizzati: i dati possono riguardare il nome, il cognome, l’età o l’indirizzo mail dell’utente, ma attraverso questi è possibile ricollegarsi anche a preferenze e abitudini del soggetto, con la possibilità che questi possano essere utilizzati dalle “terze parti”, secondo la normativa europea sui cookie. 

Informarsi sull’uso dei cookie. Che cosa sono?

I cookie sono informazioni che un server può inviare al pc, smartphone o tablet quando si visita una pagina web o si utilizza un social network. Lo stesso server che li ha trasmessi, inoltre, può leggere e registrare i cookie che si trovano già nel pc, smartphone o tablet per ottenere informazioni di vario tipo per:

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  • monitorare gli utenti durante la navigazione (cookie di profilazione), registrando informazioni su ciò che si acquista o si desidera acquistare e inviare pubblicità personalizzata sulla base dei gusti e delle preferenze dell’utente
  • Esiste poi un’ultima categoria di cookie, i cosiddetti cookie terze parti, che sono cookie che provengono da altri siti ma che noi troviamo nella pagina web che visitiamo perché contenuti in banner pubblicitari, immagini, video e altro ancora, e quando si scaricano i cookie sul dispositivo questi possono essere letti anche da altri soggetti (terze parti), senza che l’utente venga avvertito.

La regolamentazione in vigore stabilisce che, al momento della navigazione, l’utente debba essere informato attraverso un banner sull’uso dei cookie per inviare messaggi promozionali ben mirati; sull’utilizzo di cookie terze parti; rimandare a un’informativa più ampia sul tema e, infine, avvertire l’utente che, procedendo con la navigazione, si presta il consenso all’uso dei cookie per gli scopi sopra indicati. 

Il trattamento dei dati personali diventa di fondamentale importanza in un momento delicato come quello in cui stiamo vivendo, situazione in cui il Paese è stato chiamato ad accelerare il processo di digitalizzazione. Nonostante la situazione di emergenza abbia richiesto un maggiore utilizzo delle tecnologie, è importante non sottovalutare i rischi legati al mondo digitale e utilizzare gli strumenti necessari per continuare le nostre attività di studio e di lavoro in sicurezza e nel rispetto della privacy.

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